È sempre difficile scrivere degli aumenti proposti dall’ARAN durante le contrattazioni.
Peraltro, poiché, nonostante i toni accesi e le promesse di battaglia di altre OO.SS. , riteniamo che le cifre difficilmente cambieranno in sede di contrattazione (vedi nostro articolo sull’Atto di indirizzo del Governo di settembre 2025), abbiamo ritenuto doveroso fare un’analisi puntuale: cifre alla mano, su quale sarà l’effettiva entità degli aumenti e il beneficio reale per i Colleghi Medici e Veterinari.
L’aumento dello stipendio base
Come mostrato nella Fig. 1 del doc PDF o qui sotto, la voce “Stipendio Base” passerà dagli attuali 47.015 € annui a 50.005 €, con un incremento mensile di 230 €, uguale per tutti i dirigenti.

Per il 2022 e il 2023, gli importi sono già stati riconosciuti tramite l’indennità di vacanza contrattuale, pertanto l’aumento effettivo decorre dal 1° gennaio 2024.
Il beneficio complessivo sullo Stipendio BASE, per due anni (24 – 25) sarà quindi di 2.990€ per il 2024 e 2.990€ per il 2025, pari a 5.980€ totali, da cui andranno sottratte le somme già percepite come vacanza contrattuale.
L’incremento percentuale dello stipendio base è dunque pari al 6,35% rispetto ai valori attuali, tenendo presente che parte di queste cifre sono già state date come I.V.C.
Per una sintesi di tutte le voci economiche si veda la Tabella 4 – Riepilogo aumenti stipendiali del doc PDF o più sotto.
L’indennità di specificità medico-veterinaria

Come riportato nella Fig. 2 del doc PDF o qui sopra, anche la “Indennità di Specificità Medico-Veterinaria” sarà oggetto di aggiornamento, pur senza compensare l’inflazione degli ultimi anni.
L’indennità passa da 9.162 € a 9.466 € annui, con un incremento di 303,78 €, pari al + 3,31%, ovvero 23,76 € mensili.
Si tratta di un adeguamento puramente simbolico, incapace di ristabilire il potere d’acquisto perduto.
Gli aumenti legati all’incarico ricoperto
La Fig. 3 del doc PDF o qui sotto, riporta l’aggiornamento delle retribuzioni in base all’incarico ricoperto.
Le cifre sono numerose, poiché l’ARAN ha proposto aumenti differenziati per ruolo e grado di responsabilità.

In pratica, vengono premiati i Colleghi già in possesso di incarichi gestionali o professionali, mentre restano penalizzati coloro che, pur costituendo l’ossatura dei reparti da anni, non hanno mai ottenuto un riconoscimento formale della loro esperienza e autonomia.
La situazione è ancora più iniqua in quelle Aziende sanitarie – soprattutto nel Meridione – che non hanno mai distribuito gli incarichi in modo organico e normativamente accettabile. Nonostante le evidente irregolarità amministrativa, questi Colleghi sono i più puniti.
Per questi professionisti, l’aumento legato all’incarico rappresenta una doppia beffa: non solo non ricevono l’indennità corrispondente, ma vengono anche esclusi dagli incrementi proporzionali previsti dal nuovo CCNL.
Un’occasione mancata per i giovani medici
Dalla lettura della Fig. 3 emerge che gli aumenti medi si attestano intorno al 13%, con un incremento più significativo (+36%) per gli incarichi iniziali, a fronte però di cifre di partenza molto basse.

Riteniamo, come CoAS Medici, che proprio in questa fase sarebbe stato necessario premiare maggiormente i giovani colleghi, offrendo segnali concreti di attenzione e tutela.
Invece, ancora una volta, il contratto si limita a consolidare le disparità già esistenti.
Simulazione complessiva dell’aumento
Nella Fig. 4 del doc PDF o qui sotto, abbiamo sommato le principali voci di incremento per un collega con incarico professionale, che sono i Colleghi più numerosi (circa il 65%) nel S.S.N.

Il risultato è il seguente:
- + 870 € per l’incarico professionale
- + 2.990 € per lo stipendio base
- + 303,78 € per l’indennità di specificità
Un aumento annuo complessivamente quindi modesto, 4163,78 €/annui, insufficiente a compensare anni di erosione salariale e inflazione.
Conclusioni
Il CoAS Medici considera che questo CCNL 2022-2024 è decisamente riduttivo in quanto:
- viene proposto a oltre un anno dalla sua scadenza naturale (31 dicembre 2024);
- non consente modifiche normative o strutturali significative;
- non offre margini per rivalutazioni economiche reali;
In queste condizioni, riteniamo legittima e dignitosa un’astensione dalla firma, poiché si può definire “accordo” solo ciò che non nasce da un reale confronto.
Questo è un contratto che si subisce, non un’intesa frutto di dialogo.
Alla controparte datoriale non sembra interessare trovare un punto di equilibrio con i rappresentanti dei Medici, Veterinari e Dirigenti Sanitari.
E noi non possiamo che prenderne atto, con la responsabilità e la fermezza che da sempre caratterizzano il nostro impegno.
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