I giovani medici all’inizio della carriera si mostrano già profondamente insoddisfatti delle condizioni di lavoro nella Sanità pubblica. Al primo posto tra gli insoddisfatti ci sono i medici che lavorano nelle aree di emergenza-urgenza (pronto soccorso, anestesia, ortopedia, neurochirurgia, chirurgia d’urgenza, chirurgia plastica, traumatologia, ginecologia, pediatria.
Le regioni ai primi posti per le richieste di fuga, sono il Lazio, con l’area di Roma al primo posto, e poi Veneto, Lombardia, Toscana, Sicilia, Sardegna, Campania, Calabria, Umbria e Trentino.
Le aree geografiche verso le quali i giovani medici vogliono spostarsi sono, negli ultimi anni, i Paesi del Golfo Arabico, seguiti da alcuni paesi europei dove palesemente gli stipendi superano i nostri (italiani) di almeno il doppio.
Ne avevamo già parlato in questo articolo: Fuga in Arabia.
Secondo l’AMSI (Associazione medici di origine straniera in Italia)
le ragioni che inducono i professionisti a valutare di lasciare la sanità italiana, sono principalmente:
- stanchezza e stress lavorativo
- medicina difensiva
- scarsa sicurezza economica
- insufficienti prospettive di carriera
- l’insicurezza determinata dal rischio sempre più concreto di subire aggressioni, con il 55% dei professionisti che dichiara di avere subito, almeno una volta, violenza fisica o psicologica.
Il 2023 ha rappresentato l’anno dei record, e non è certo una buona notizia: le richieste di professionisti della sanità decisi a lasciare l’Italia hanno toccato quota 600 circa. Siamo di fronte a un vero e proprio esodo di massa.
L’AMSI dichiara di ricevere ogni mese più di 550 email di colleghi che scrivono per ricevere informazioni.
Come CoAS Medici cerchiamo da anni di far capire alla politica come questo esodo porti a indebolire la nostra sanità pubblica, e non è certo con la rimozione dei test di ammissione alla facoltà di Medicina che si può porre rimedio.
L’AMSI prevede che nei prossimi 3 anni siamo destinati, di questo passo, a perdere un ulteriore 3 % di professionisti e, se non saremo in grado di mettere in atto interventi concreti per frenare la fuga verso migliori condizioni di vita e di lavoro, l’Italia perderà la possibilità di impiegare quelle centinaia di Medici faticosamente laureati. Se a questo esodo aggiungiamo che il 55% degli attuali medici andrà in pensione nei prossimi 10 anni, ci rendiamo conto della situazione alla quale il SSN sembra andare incontro inesorabilmente nei prossimi anni.
Attualmente l’ età media dei medici italiani è la più alta in Europa.
Noi continueremo a portare avanti le nostre attività in difesa dei nostri colleghi iscritti e di tutto il Sistema Sanitario Nazionale. Invitiamo i giovani colleghi a farsi parte attiva e a unirsi a noi per portare avanti il nostro lavoro di difesa dei diritti definiti nel CCNL.
Come iscriversi a CoAS Medici e cosa possiamo fare per i colleghi.



