Analisi degli incrementi per incarico dopo il 1° gennaio 2024
L’entrata in vigore del CCNL 2022–2024 introduce finalmente elementi di maggiore chiarezza sugli aumenti della retribuzione di posizione parte fissa. Tali incrementi sono resi possibili dall’aumento del Fondo per la retribuzione degli incarichi, che dal 1° gennaio 2024 cresce di 1.038,70 euro pro capite.
La tabella allegata consente di comprendere in modo puntuale l’impatto di questo incremento sulle diverse tipologie di incarico, mettendo a confronto valori mensili, annuali e percentuali.
Un aumento uniforme: circa il 13% per quasi tutti gli incarichi
Il primo elemento che emerge con chiarezza è la sostanziale uniformità dell’aumento percentuale. Per la quasi totalità degli incarichi, sia gestionali che professionali, l’incremento si attesta intorno al 13%.
Questo vale per i Direttori di UOC, UOSD e UOS, così come per le cosiddette “Altissime Professionalità”. La scelta contrattuale è stata quindi quella di applicare un aumento proporzionale, indipendente dall’area di appartenenza – chirurgica, medica o veterinaria – e dal livello di responsabilità ricoperto.
In termini concreti, ciò significa che un Direttore di UOC dell’area chirurgica passa da circa 18.540 euro annui a 20.950 euro, con un incremento di 2.410 euro, mentre un Direttore di UOSD passa da 12.875 euro a 14.549 euro, con un aumento di 1.674 euro.
Questi dati confermano che non si è scelto di riconoscere un incremento uguale per tutti in valore assoluto, ma di applicare un coefficiente percentuale uniforme.

Le eccezioni: il recupero degli incarichi professionali iniziali
L’unica vera eccezione a questo schema riguarda gli incarichi professionali iniziali, che registrano un incremento sensibilmente più elevato, pari al 36,97%.
In questo caso, il valore mensile passa da 124,61 euro a 170,69 euro, con un aumento annuo di circa 599 euro.
Si tratta di una scelta che appare coerente con la necessità di correggere una distorsione storica. Gli incarichi iniziali erano infatti collocati su livelli retributivi particolarmente bassi e poco attrattivi. L’incremento più consistente risponde quindi all’esigenza di rendere più sostenibile e dignitoso l’ingresso nella carriera professionale.
Il ruolo del Fondo per la retribuzione degli incarichi
Alla base di questi aumenti vi è il meccanismo del fondo contrattuale. Il CCNL prevede infatti che:
“Il fondo per la retribuzione degli incarichi è incrementato dall’01/01/2024 di euro 1038,70 pro capite.”
Questo incremento rappresenta la leva finanziaria che consente di sostenere l’aumento della retribuzione di posizione parte fissa.
In termini pratici, si tratta di una redistribuzione interna delle risorse, secondo il modello tipico dei fondi della dirigenza, che non introduce risorse strutturali aggiuntive ma riorganizza quelle disponibili.
Un segnale positivo, ma non risolutivo
Gli aumenti introdotti rappresentano senza dubbio un passo avanti rispetto agli anni di stagnazione contrattuale. Tuttavia, una lettura più approfondita evidenzia alcuni limiti strutturali.
L’uniformità dell’incremento, pur garantendo equità formale, non modifica gli equilibri tra incarichi né tiene conto delle differenze reali nelle responsabilità e nei carichi di lavoro. Inoltre, resta irrisolto il tema della valorizzazione delle funzioni effettivamente svolte, che spesso non coincidono con l’incarico formalmente attribuito.
Un altro elemento critico è rappresentato dalla mancata incidenza sulla componente variabile della retribuzione, che continua a essere il vero strumento di differenziazione e riconoscimento del merito e delle responsabilità.
L’unico intervento realmente strutturale è quello sugli incarichi iniziali, che finalmente escono da una condizione retributiva difficilmente sostenibile.
Conclusioni
Il CCNL 2022–2024 introduce un aumento significativo e immediatamente misurabile della retribuzione di posizione parte fissa. Si tratta di un risultato importante, ma non sufficiente a risolvere le criticità della dirigenza medica e sanitaria.
Permangono infatti nodi fondamentali:
- il divario con altri comparti dirigenziali
- la mancata valorizzazione delle responsabilità effettive
- la scarsa attrattività della carriera medica
La partita, quindi, resta aperta.
Il prossimo terreno di confronto dovrà necessariamente riguardare la componente variabile, la revisione degli incarichi e una più reale corrispondenza tra lavoro svolto e retribuzione percepita.
Solo in questo modo sarà possibile costruire un sistema contrattuale realmente equo e sostenibile.



