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Legge di Bilancio 2026: il MEF frena sull’emendamento Zaffini e mette a rischio il rinnovo del CCNL

Roma, 11 dicembre 2025 –

L’emendamento Zaffini, collegato alla Legge di Bilancio 2026 e sostenuto dal Ministro della Salute, prevedeva misure considerate cruciali per il futuro della sanità pubblica: la semplificazione della burocrazia per i medici di medicina generale e stanziamenti economici dedicati al rinnovo del CCNL della dirigenza medica e sanitaria.

Tuttavia, il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) sembra intenzionato a bloccare le risorse già programmate, aprendo una fase di grave incertezza che rischia di compromettere gli equilibri già fragili del Servizio Sanitario Nazionale.


Le risorse previste dall’Atto di indirizzo di settembre 2025

Secondo quanto stabilito dall’Atto di indirizzo approvato nel settembre 2025, erano stati programmati i seguenti stanziamenti:

  • 50 milioni di euro per i medici e 5 milioni per i dirigenti sanitari nel 2025;
  • 385 milioni di euro nel 2026 destinati alla dirigenza medica;
  • Ulteriori 85 milioni di euro per i medici e 23,5 milioni per i dirigenti sanitari a partire dal 2026.

Nel complesso, si tratta di circa 500 milioni di euro, risorse che avrebbero dovuto garantire il rinnovo del CCNL 2022–2024, concentrando gli effetti economici sugli anni 2024 e 2025, oltre a sostenere l’aumento extracontrattuale dell’indennità di specificità medica dal 1° gennaio 2026.


Il ruolo del MEF e il rischio di un “commissariamento” della Sanità

Il MEF sembra ora orientato a bloccare l’emendamento Zaffini, che rendeva concretamente disponibili queste cifre. Va ricordato che già lo scorso anno lo stesso Ministero si era opposto alla defiscalizzazione dell’indennità di specificità medica.

Una nuova frenata su questo fronte rischia di compromettere l’intero impianto finanziario previsto e di rafforzare la percezione di un vero e proprio “commissariamento” politico del Ministero della Salute, svuotato nella pratica della propria capacità decisionale.


Semplificazione per i medici di base: misure a costo zero

Parallelamente, l’emendamento introduceva anche interventi di semplificazione burocratica, a costo zero per lo Stato, a favore dei medici di medicina generale, tra cui:

  • la proroga dei termini per la fatturazione elettronica;
  • la possibilità di utilizzare strumenti digitali (smartphone e tablet) per la gestione della ricetta elettronica,
  • Validità delle ricette di un anno per le prescrizioni per stati di malattia cronici.

Misure di buon senso, pensate per ridurre il carico amministrativo e restituire tempo clinico ai professionisti.


La posizione del CoAS Medici Dirigenti

Il CoAS Medici Dirigenti parla apertamente di un “atteggiamento persecutorio verso la Sanità Pubblica” e avverte che, in assenza di risposte rapide e concrete, sarà inevitabile valutare forme di lotta, incluse azioni di protesta e mobilitazione nazionale.

Non si esclude, tuttavia, che lo stallo rientri nelle consuete dinamiche di intermediazione politica legate al superamento di veti incrociati o per concordare la firma su emendamenti proposti da un partito in difesa di interessi di piccoli gruppi; prassi purtroppo non nuova nello scenario parlamentare italiano.

«Non possiamo accettare che risorse già stanziate vengano congelate senza spiegazioni. È un attacco alla dignità dei medici e alla tenuta del Servizio Sanitario Nazionale» – CoAS Medici Dirigenti

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