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Sanità pugliese ostaggio della politica: CoAS Medici Dirigenti chiede che i Commissari Straordinari possano chiudere le trattative avviate.

Foggia – La sanità pubblica pugliese sta vivendo un momento critico.
Il sindacato CoAS Medici Dirigenti, aderente al FASSID, denuncia senza mezzi termini una situazione di stallo amministrativo e gestionale che sta paralizzando ospedali e servizi territoriali.
Secondo il CoAS M.D., la politica sta imponendo tempi incompatibili con le esigenze della sanità, mentre i cittadini e i professionisti sono costretti a pagare il prezzo dell’immobilismo.


Un sistema fermo: “La politica gioca sulla pelle dei cittadini e dei medici”

Il CoAS chiede una soluzione alla sospensione immediata dell’attività dei Commissari straordinari delle aziende sanitarie pugliesi, ritenuti il simbolo di una gestione lenta, incerta e improduttiva, e decaduti, per decisione della Regione Puglia, improrogabilmente il 15 novembre, bloccando di fatto tutte l’iter della assegnazione degli Incarichi ai Dirigenti Medici, che rimangono così ancora al palo.

Siamo stanchi di essere merce di scambio per altri giochi” – afferma il segretario aziendale Dott. Francesco Troia.
Rivendicazioni, criticità organizzative, richieste di personale, aggiornamento tecnologico: tutto resta fermo, ingabbiato in una macchina decisionale intrappolata tra politica e burocrazia, senza il minimo rispetto dei diversi tempi della Sanità e delle malattie.


Il caso emblematico del Policlinico Riuniti di Foggia

Il Policlinico Riuniti di Foggia viene indicato dal CoAS M.D. come il paradigma della crisi.
Le principali criticità evidenziate:

  • Strutture logorate e non più adeguate agli standard della moderna sanità ospedaliera.
  • Progetti di demolizione e ricostruzione avviati, interrotti dalla pandemia e mai più ripresi.
  • Condizioni di sicurezza ambientale critiche, confermate da prove di tenuta statica e da verifiche tecniche allarmanti.
  • Inadeguatezza tecnologica: alcuni plessi non possono ospitare apparecchiature necessarie per un ospedale HUB.

“Eppure – denuncia il CoAS – si continua a rimandare ogni decisione, lasciando operatori e pazienti in una situazione di grave incertezza”.


Commissariamenti e giochi di potere: la sanità non può restare in attesa

Gli ospedali non funzionano come gli uffici amministrativi. Sono entità complesse, che richiedono:

  • decisioni rapide,
  • interventi programmati,
  • risposte continue ai bisogni del territorio.

Ma il commissariamento generalizzato – osserva il CoAS – ha allungato i processi decisionali invece di renderli più efficienti, aggravando le fragilità strutturali e organizzative.

Il risultato è un sistema che perde capacità operativa ogni giorno.
“I tempi della politica non sono i tempi della sanità. I pazienti non possono aspettare.”


L’appello del CoAS alla Regione Puglia

Il messaggio del sindacato è chiaro e netto:

Basta rinvii, basta immobilismo. È ora di agire.

La Regione deve assumersi fino in fondo le proprie responsabilità, avviando:

  • una gestione ordinaria trasparente e stabile,
  • un piano chiaro per la ristrutturazione dei plessi più critici,
  • investimenti reali in sicurezza, tecnologia e personale,
  • un cronoprogramma vincolante che rispetti le esigenze dei malati e degli operatori.

La salute non è negoziabile – conclude il CoAS. – Ogni giorno perso è un danno per i cittadini e per chi lavora in prima linea.”

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