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Pre-intesa CCNL Dirigenza Medica e Sanitaria 2022–2024: cosa prevede davvero e perché alcune sigle non hanno firmato

La pre-intesa del CCNL Dirigenza Medica e Sanitaria è stata firmata il 18 novembre 2025, con la soddisfazione dichiarata della quasi totalità delle sigle sindacali. L’accordo coinvolge 137.000 dirigenti medici e veterinari e prevede un aumento medio di 491 euro lordi al mese per 13 mensilità, corrispondente a un incremento complessivo del 7,27% rispetto alla massa salariale.

Secondo i dati ufficiali, le risorse disponibili per il rinnovo ammontano complessivamente a 1,2 miliardi di euro.

Tuttavia, a fronte di un’inflazione reale del 17% nel triennio 2022–2024, l’aumento riconosciuto copre meno della metà del potere d’acquisto perso, come Vi avevamo già segnalato i giorni scorsi, commentando l’Atto di Indirizzo licenziato da Regioni e Governo..


Cosa prevede la pre-intesa: i punti principali

  • Aumento retributivo: +491 euro lordi mensili (x13). (vedi nostre precedenti tabelle)
  • Ammontare totale delle risorse: 1,2 miliardi di euro.
  • Obiettivi dichiarati: valorizzazione della specificità della dirigenza sanitaria e miglioramento delle condizioni di lavoro.
  • Inflazione reale del triennio: 17%.
  • Indennità di Vacanza Contrattuale: già in vigore.
  • Dal 1° gennaio 2026: si aggiungerà l’aumento extracontrattuale dell’indennità di specificità medica, stimata in circa 276 € mensili.

Quest’ultima scelta, introdotta dal Governo tramite manovra economica e non tramite contrattazione, rende più “visibili” gli aumenti in busta paga… ma indebolisce ulteriormente il ruolo dei sindacati nella definizione del trattamento economico della categoria (vedi nostro precedente articolo)..


Prossimi passi

La firma della pre-intesa non chiude il percorso. I passaggi successivi includono, la verifica contabile da parte del MEF ed un passaggio parlamentare. Solo successivamente ci sarà la firma definitiva cui sicuramente FASSID e CGIL non si sottrarranno per ovvie opportunità.

Le OO:SS: ritengono che così si possano affrettare i tempi per le contrattazioni del CCNL 2025-2027.
Gli step previsti saranno:

  • l’emanazione dell’Atto di indirizzo da parte delle Regioni;
  • l’avvio della nuova trattativa per il triennio 2025–2027, che le OO.SS. firmatarie auspicano di chiudere entro il 31 dicembre 2027.

Perché FASSID e CGIL non hanno firmato la pre-intesa

Nonostante il consenso generale, FASSID e CGIL hanno scelto di non sottoscrivere il contratto.
Le motivazioni, seppur diverse, convergono su un punto: le risorse sono insufficienti e la parte normativa rimane inadeguata.


Le ragioni di FASSID

Il FASSID contesta principalmente:

1. Mancata perequazione dell’indennità di specificità

Secondo il sindacato, l’indennità riconosciuta ai dirigenti sanitari non medici resta troppo inferiore rispetto a quella dei medici e rispetto agli incrementi destinati agli infermieri, generando una sperequazione non accettabile.

2. Incrementi economici insufficienti

Le risorse non compensano l’inflazione reale né il ritardo accumulato negli anni di blocco.

3. Nessuna soluzione alle criticità organizzative

In particolare, non viene risolta la difficoltà applicativa dell’art. 27, comma 3, e non si interviene in modo concreto sulle condizioni di lavoro.

FASSID ha dichiarato di voler continuare a battersi per un contratto “giusto, equilibrato e adeguatamente finanziato”.


Le ragioni della CGIL

La CGIL non ha firmato la pre-intesa per motivi in parte diversi, ma ugualmente rilevanti:

1. Aumento ritenuto troppo basso

Secondo la CGIL, l’incremento “reale” del contratto è di soli 135 euro medi mensili, cifra giudicata del tutto irrisoria a fronte del 16–17% di inflazione nel triennio.

2. Nessuna risorsa per la crescita professionale

Il contratto non stanzia fondi per:

  • progressioni di carriera,
  • alta specializzazione,
  • ruoli apicali.

3. Condizioni di lavoro non affrontate

Restano irrisolti problemi strutturali come carichi insostenibili, turni massacranti, mancata sicurezza sui luoghi di lavoro e organici inadeguati.


Considerazioni finali

La firma della pre-intesa non chiude il dibattito: al contrario, lo riapre.
Gli aumenti in arrivo – sommando il contratto e l’incremento extracontrattuale 2026 – rischiano di truccare la percezione del reale miglioramento retributivo, mentre i nodi strutturali restano sul tavolo:

  • carriere bloccate,
  • carichi di lavoro pesanti,
  • normative poco chiare,
  • risorse limitate,
  • mancato recupero del potere d’acquisto perso nel periodo.

Il CoAS continuerà a monitorare i passaggi successivi, con l’impegno di dare voce ai dirigenti medici e veterinari che ogni giorno garantiscono il funzionamento del Servizio Sanitario Nazionale.

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