I risultati del Concorso Nazionale per le Borse di Studio delle Specializzazioni Mediche 2025 mostrano segnali di miglioramento, ma non bastano a rassicurare le Istituzioni chiamate a monitorare gli andamenti e a ideare incentivi sempre nuovi per orientare le vocazioni dei futuri medici.
Su 15.322 contratti (nazionali + regionali) messi a bando, 2.569 sono rimasti vacanti, pari al 17% del totale.
Un dato in miglioramento rispetto al 2024 (quando il tasso di mancata assegnazione aveva toccato il 25%), ma che continua a evidenziare criticità strutturali nel sistema di arruolamento dei futuri medici specializzandi.
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Le specialità con i peggiori risultati
A preoccupare maggiormente sono le specializzazioni strategiche per il Servizio Sanitario Nazionale.
La Medicina d’Emergenza-Urgenza, ad esempio, ha visto assegnare solo 537 borse su 976 disponibili, lasciando il 47,6% dei posti non coperti.
Un dato allarmante, che preannuncia gravi difficoltà future nella gestione delle strutture dedicate all’urgenza.
Preoccupante anche la situazione di:
- Anatomia Patologica,
- Radioterapia,
- discipline di laboratorio come Microbiologia e Patologia Clinica,
che continuano a suscitare scarso interesse tra i giovani medici.
Le cause del disinteresse
Secondo molte associazioni di categoria, il problema è sì numerico, ma anche percettivo.
La ridotta adesione testimonia una scarsa attrattività di alcune specializzazioni, spesso penalizzate da:
- turni massacranti e poco conciliabili con la vita privata,
- scarso contatto umano con i pazienti,
- mancanza di incentivi economici,
- limitate possibilità di esercitare la libera professione,
- incertezze occupazionali legate all’evoluzione tecnologica (come l’automazione diagnostica e le IA cliniche).
- Il tentativo della politica di affidare agli Infermieri alcune mansioni specifiche,
con il rischio di specializzarsi e non trovare poi un lavoro corrispondente.
Ad esempio, lo sviluppo di macchine autonome per la diagnostica potrebbe ridurre ulteriormente le opportunità lavorative in alcune aree di laboratorio.
Le proposte di cambiamento
Le principali associazioni mediche propongono riforme per rendere più attrattiva la formazione post-laurea, ma nessuna soluzione appare definitiva.
Fra le richieste più condivise:
- maggiore flessibilità nelle assunzioni pubbliche e nelle prese di servizio,
- revisione delle rigidità normative che ostacolano il reclutamento nella Pubblica Amministrazione,
- valorizzazione delle specializzazioni obbligatorie europee,
- riforma del “Decreto Calabria”, che ha temporaneamente scavalcato alcune regole di accesso e inquadramento.
Serve un modello dinamico, capace di adattarsi alle necessità territoriali e alle reali esigenze del SSN, che dia certezze di stabilità normative per il futuro, senza deroghe per nessuno.
Un sistema da ripensare
Se da un lato è positivo registrare la riduzione del tasso di mancata assegnazione, dall’altro resta evidente lo spreco di risorse dovuto all’incapacità di indirizzare i giovani medici verso le aree di maggiore bisogno.
Il sistema delle specializzazioni continua a mostrare limiti che minacciano la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale.
Senza una governance attenta e lungimirante, il rischio è di trovarsi nei prossimi anni con un eccesso di specialisti in alcuni settori e una drammatica carenza in altri.
📈 Approfondimenti e dati
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