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Che la “denuncia” non diventi confusione

UNA RIFLESSIONE SUL RUOLO DEI SINDACATI NELLA TUTELA DEI DIRITTI DEI DIRIGENTI MEDICI

Il 15 maggio 2025 una nota sigla sindacale del settore sanitario ha annunciato in Conferenza Stampa, rilanciata via social, di aver “denunciato” cinquanta Aziende Sanitarie del SSN.
A un primo sguardo, può sembrare un’azione eclatante a tutela dei lavoratori.
Ma è davvero così semplice?
E’ possibile ?
E soprattutto, è davvero efficace?

Come CoAS Medici, crediamo sia doveroso riportare l’attenzione su alcuni punti chiave che distinguono un’iniziativa social da una vera azione sindacale. Soprattutto quando in gioco ci sono diritti complessi, come l’applicazione del CCNL nei contesti del Servizio Sanitario Nazionale.

Chi può agire, e come?

Un’associazione sindacale ha certamente il diritto – e il dovere – di intervenire quando non sono rispettati i diritti e le prerogative del Sindacato. Ci riferiamo ai diritti di informazione tempestiva su argomenti contrattuali precisati nei testi e relative discussioni secondo i criteri precisati negli stessi CCNL, CCNQ e CCNI.
Inoltre i Sindacati riconosciuti come Rappresentativi dall’ARAN in quanto firmatari di CCNL possono intervenire attraverso comunicazioni alla Stampa e “DIFFIDE” ai Responsabili delle Aziende segnalando condizioni di lavoro che risultano lesive o difformi rispetto alle diverse leggi che precisano i termini di sicurezza e i limiti lavorativi indicati, oltre che nei CCNL, anche in apposite e specifiche Leggi italiane ed europee.
Ma le DIFFIDE NON SONO azioni legali.
Ma esistono procedure precise, istituzionali, a tutela sia dei lavoratori sia della legittimità degli interventi.

Si procede sempre con gradualità

Dalla segnalazione ai Direttori Generali,
si procede con la segnalazione agli Ispettori del Lavoro,
si prosegue con la vertenza sindacale proposta al Prefetto,
fino all’azione legale davanti ad una Agenzia di Conciliazione e, solo successivamente, con una Azione Legale (= “Citazione dell’Azienda in giudizio“) patrocinata eventualmente dall’Associazione Sindacale davanti al Giudice del Lavoro, supportata da prove concrete e documentali.
Ma soprattutto per procedere con possibilità di riuscita, è necessario evidenziare chiaramente il danno subito dal Ricorrente o dai Ricorrenti; ogni passaggio richiede attenzione, strategia, e spesso tempi lunghi. Non bastano post o comunicati per ottenere un cambiamento reale.
Ed è necessario precisare che il Sindacato, nella sua veste giuridica, non può procedere contro una Azienda in quanto non è soggetto danneggiato.
Può sicuramente essere il soggetto che patrocina la Azione Legale, raccoglie le firme dei Medici danneggiati e la documentazione relativa alle irregolarità subite dagli Iscritti, ma non si può proporre come soggetto danneggiato.

CCNL: automatico per tutti? No.

La Corte di Cassazione ha più volte ribadito che il CCNL non ha efficacia automatica per tutte le aziende: vale solo per quelle che vi aderiscono formalmente. E nel contesto del SSN, la situazione è ancora più articolata. Ogni Regione – grazie all’autonomia riconosciuta dalla Costituzione – può recepire il contratto con margini di modifica.
Il CCNL infatti viene firmato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale solo se approvato dalla Conferenza Stato-Regioni e dal M.E.F

Le VERE vertenze: pazienza, metodo e tutela concreta

Una vertenza sindacale non è un atto simbolico.
È il risultato di un percorso: richiede dialogo iniziale, raccolta meticolosa della documentazione probante, coinvolgimento del sindacato, avvio della conciliazione e – se tutto fallisce – azione giudiziaria supportata da prove dettagliate.
È per questo che da anni CoAS Medici propone una consulenza legale diretta, che accompagni il lavoratore in ogni fase del percorso, comprese le controversie amministrative e disciplinari.

No alla confusione, sì alla chiarezza

Non ci convince chi lancia allarmi generalizzati, dando l’illusione di soluzioni rapide e spettacolari. Il diritto del lavoro è materia complicata e non facile; la tutela dei colleghi, spesso frenati dalla preoccupazione di “esporsi“, lo è ancora di più.
E proprio per questo serve rigore, esperienza, conoscenza delle regole e capacità di guidare ogni singolo professionista verso un’azione realmente utile.

La forza di un sindacato non si misura dai post che pubblica, ma da quante vertenze riesce a portare a termine con successo. Per NOI la trasparenza nelle comunicazioni e la vicinanza al singolo iscritto è un pilastro fondamentale del nostro operato.

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