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CCNL Dirigenza Medica: perché “firmeranno tutti” – Le tappe verso la firma definitiva e la pubblicazione in Gazzetta

“Firmeranno tutti”

Molti Colleghi ci pongono le solite domande:

  1. Hanno firmato il CCNL?
  2. Quando entrerà in vigore il CCNL?
  3. Quando ci pagheranno?
  4. Quando arriveranno gli “arretrati”?

Attualmente, il testo del CCNL – definito pre-intesa e firmato da tutte le OO.SS. della Categoria (eccetto FASSID e CGIL) – sta seguendo le consuete tappe procedurali.

I tempi storicamente necessari per il passaggio dalla pre-intesa all’effettiva entrata in vigore dei CCNL variano da poche settimane ad alcuni mesi.

Vediamo quindi quali sono le tappe che il CCNL deve affrontare prima della firma definitiva e della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale; soltanto quest’ultima rende il testo ufficialmente valido su tutto il territorio nazionale.


1. Verifica economico-finanziaria: pareri MEF e Ragioneria

Dopo la pre-intesa, il contratto viene inviato al Ministero dell’Economia e Finanza, e alla Ragioneria Generale dello Stato per accertare:

  • la compatibilità delle risorse stanziate,
  • la sostenibilità degli oneri per la finanza pubblica.

Riteniamo che questo passaggio sarà più breve del solito:
le modifiche normative del nuovo CCNL sono infatti minime, e le cifre indicate nell’Atto di indirizzo del settembre 2025 provengono dalla Conferenza Stato-Regioni e sono state immediatamente approvate dal Governo.

Non c’è stata alcuna opposizione sindacale significativa: le OO.SS. si sono rapidamente allineate alle proposte ARAN.

La “bollinatura” del MEF dovrebbe quindi arrivare in tempi più brevi del solito.


2. Ulteriori controlli tecnici

Possono venire richiesti pareri interni, ad esempio a Ministeri competenti o uffici legali, per verificare:

  • la coerenza normativa delle nuove disposizioni,
  • l’impatto su amministrazioni e personale.

Questo passaggio rientra nella normale istruttoria pre-autorizzativa.
Anche qui, vista la scarsità di novità normative, non prevediamo ritardi significativi.


3. Controllo della Corte dei Conti

Per i contratti della Pubblica Amministrazione è prassi che la Corte dei Conti verifichi:

  • la legittimità dell’atto,
  • la compatibilità finanziaria.

La Corte potrebbe, in teoria, richiedere integrazioni.
Tuttavia:

  • gli arretrati non incidono su annualità lontane (2022–2023),
  • il bilancio 2024 è chiuso,
  • le somme rientrano nei limiti già fissati dal Governo.

Questo lascia pensare che il controllo sarà piuttosto semplice e rapido.


4. Autorizzazione finale e firma definitiva in ARAN

Una volta completati i controlli:

  • il Governo autorizza la firma definitiva,
  • ARAN e sindacati firmatari sottoscrivono il testo.

Anche FASSID e CGIL – che non hanno firmato la pre-intesa – hanno già dichiarato che firmeranno comunque il CCNL, per non precludere la possibilità alle proprie strutture territoriali di partecipare alla contrattazione aziendale e regionale.

Per questo motivo affermiamo che “firmeranno tutti”, indipendentemente dal soddisfacimento di richieste specifiche.


5. Pubblicazione in Gazzetta Ufficiale

Una volta firmato e autorizzato, il testo viene trasmesso alla Gazzetta Ufficiale, che ne sancisce la piena efficacia e la validità su tutto il territorio nazionale.


Effetti pratici e tempistiche

  • La firma definitiva e la pubblicazione non sono automatiche: i tempi dipendono dalla rapidità dei controlli MEF e Corte dei Conti. In passato l’iter è durato da poche settimane ad alcuni mesi.
  • Dopo la pubblicazione, la decorrenza delle norme, gli aumenti e gli arretrati seguiranno quanto stabilito nel testo contrattuale e nelle circolari applicative delle amministrazioni.

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