“Firmeranno tutti”
Molti Colleghi ci pongono le solite domande:
- Hanno firmato il CCNL?
- Quando entrerà in vigore il CCNL?
- Quando ci pagheranno?
- Quando arriveranno gli “arretrati”?
Attualmente, il testo del CCNL – definito pre-intesa e firmato da tutte le OO.SS. della Categoria (eccetto FASSID e CGIL) – sta seguendo le consuete tappe procedurali.
I tempi storicamente necessari per il passaggio dalla pre-intesa all’effettiva entrata in vigore dei CCNL variano da poche settimane ad alcuni mesi.
Vediamo quindi quali sono le tappe che il CCNL deve affrontare prima della firma definitiva e della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale; soltanto quest’ultima rende il testo ufficialmente valido su tutto il territorio nazionale.
1. Verifica economico-finanziaria: pareri MEF e Ragioneria
Dopo la pre-intesa, il contratto viene inviato al Ministero dell’Economia e Finanza, e alla Ragioneria Generale dello Stato per accertare:
- la compatibilità delle risorse stanziate,
- la sostenibilità degli oneri per la finanza pubblica.
Riteniamo che questo passaggio sarà più breve del solito:
le modifiche normative del nuovo CCNL sono infatti minime, e le cifre indicate nell’Atto di indirizzo del settembre 2025 provengono dalla Conferenza Stato-Regioni e sono state immediatamente approvate dal Governo.
Non c’è stata alcuna opposizione sindacale significativa: le OO.SS. si sono rapidamente allineate alle proposte ARAN.
La “bollinatura” del MEF dovrebbe quindi arrivare in tempi più brevi del solito.
2. Ulteriori controlli tecnici
Possono venire richiesti pareri interni, ad esempio a Ministeri competenti o uffici legali, per verificare:
- la coerenza normativa delle nuove disposizioni,
- l’impatto su amministrazioni e personale.
Questo passaggio rientra nella normale istruttoria pre-autorizzativa.
Anche qui, vista la scarsità di novità normative, non prevediamo ritardi significativi.
3. Controllo della Corte dei Conti
Per i contratti della Pubblica Amministrazione è prassi che la Corte dei Conti verifichi:
- la legittimità dell’atto,
- la compatibilità finanziaria.
La Corte potrebbe, in teoria, richiedere integrazioni.
Tuttavia:
- gli arretrati non incidono su annualità lontane (2022–2023),
- il bilancio 2024 è chiuso,
- le somme rientrano nei limiti già fissati dal Governo.
Questo lascia pensare che il controllo sarà piuttosto semplice e rapido.
4. Autorizzazione finale e firma definitiva in ARAN
Una volta completati i controlli:
- il Governo autorizza la firma definitiva,
- ARAN e sindacati firmatari sottoscrivono il testo.
Anche FASSID e CGIL – che non hanno firmato la pre-intesa – hanno già dichiarato che firmeranno comunque il CCNL, per non precludere la possibilità alle proprie strutture territoriali di partecipare alla contrattazione aziendale e regionale.
Per questo motivo affermiamo che “firmeranno tutti”, indipendentemente dal soddisfacimento di richieste specifiche.
5. Pubblicazione in Gazzetta Ufficiale
Una volta firmato e autorizzato, il testo viene trasmesso alla Gazzetta Ufficiale, che ne sancisce la piena efficacia e la validità su tutto il territorio nazionale.
Effetti pratici e tempistiche
- La firma definitiva e la pubblicazione non sono automatiche: i tempi dipendono dalla rapidità dei controlli MEF e Corte dei Conti. In passato l’iter è durato da poche settimane ad alcuni mesi.
- Dopo la pubblicazione, la decorrenza delle norme, gli aumenti e gli arretrati seguiranno quanto stabilito nel testo contrattuale e nelle circolari applicative delle amministrazioni.


