12 settembre 2025
Prendiamo atto dell’intenzione delle Regioni – e, purtroppo, anche di molti sindacati della dirigenza – di “procedere a un rinnovo veloce del contratto 2022-2024” dei medici e dei dirigenti sanitari, per poi aprire subito il triennio successivo. Tutto questo viene presentato come un impegno a valorizzare i “tanti professionisti che tengono in piedi il nostro sistema sanitario”.
Ma la realtà è ben diversa.
Risorse: poche e incerte
Il CoAS Medici Dirigenti chiede al Coordinatore del FASSID di insistere a tutti i livelli (Conferenza delle Regioni, MEF, ARAN, Governo) affinché venga fatto un ulteriore sforzo, nella direzione di una reale valorizzazione dei professionisti.
Ricordiamo infatti al MEF e al Governo che le istituzioni pubbliche hanno acquisito nel corso del 2025 il controllo di 16 miliardi di euro degli accantonamenti ENPAM (oltre 25 miliardi complessivi), utilizzandoli per coprire il debito pubblico attraverso l’acquisto di BOT. Non sembra assolutamente velleitario proporre che la plusvalenza economica che viene ottenuta dall’uso istituzionalizzato ed obbligato delle risorse accumulate dai Medici per le loro pensioni, vengano – almeno in parte – riversate sulle somme messe a bilancio per l’aggiornamento delle cifre a disposizione per il rinnovo contrattuale della Dirigenza Sanitaria e della Medicina Convenzionata.
👉 Su questo tema abbiamo già scritto in dettaglio.
Tornando alle risorse per il rinnovo contrattuale: al momento non è stato ancora pubblicato l’atto di indirizzo ufficiale, documento che certificherà le cifre realmente disponibili. Senza questo passaggio, il confronto tra sindacati e ARAN procede sulla sabbia.
Una perdita di valore che si ripete
Già il CCNL 2019/2021 ha confermato una perdita del potere d’acquisto dei dirigenti medici e sanitari:
l’inflazione del 6,2% tra il 2015 e il 2022, aggravata da pressioni fiscali e addizionali regionali, non è stata recuperata né dal CCNL 2016/2018 né da quello 2019/2021.
Oggi la storia si ripete.
Secondo le proposte ARAN:
- +515,79 euro mensili per 13 mensilità → circa 6.705 euro annui
- incremento nominale: +7,21%
- inflazione cumulata nel triennio 2022–2024: 10–11%
- oltre metà dell’aumento è già stata erogata come indennità di vacanza contrattuale
👉 Tradotto: anche con questo rinnovo il potere d’acquisto dei dirigenti medici continuerà a diminuire.
Le criticità che non si vogliono affrontare
Non è solo una questione economica.
Il CoAS Medici Dirigenti chiede ovviamente più risorse per un vero recupero del potere d’acquisto; ma anche
- l’eliminazione delle storture contrattuali più gravi, in particolare l’abuso dell’Ordine di Servizio, introdotto con l’emergenza Covid e oggi trasformato in prassi ordinaria dalle Direzioni, per compensare le carenze di personale ormai stabilizzatesi negli anni. .
A questo quadro di disagio professionale, economico e lavorativo (problema delle ferie arretrate), si aggiunge un problema crescente: l’affidamento delle strutture apicali ospedaliere a personale universitario. Una deriva che svuota di significato il ruolo della dirigenza ospedaliera. Il CoAS si è già attivato, aderendo a ricorsi contro Aziende che hanno conformato questa scelta operativa nei propri Atti Aziendali, confermando questa deriva normativa, indicata dal potere per vie extraistituzionali.
Su queste iniziative legali contro questi Atti Aziendali che riteniamo illegittimi e queste nomine improbabili, in quanto i Medici Universitari non hanno mai conseguito la Dirigenza per concorso, Vi terremo informati.
La posizione di CoAS Medici Dirigenti
Il messaggio è chiaro: non ci accontentiamo di un rinnovo frettoloso, basato su risorse insufficienti e compromessi al ribasso.
La professione medica e sanitaria merita rispetto, condizioni di lavoro sostenibili e un riconoscimento economico reale.
Su questi temi continueremo a vigilare e a informare i colleghi, con nuovi approfondimenti nelle prossime settimane.



