Nella Sanità Pubblica Italiana si è ormai affermato un comportamento implicito: “Si salvi chi può”.
Il Sistema Sanitario Nazionale, sempre più fragile, non offre più strumenti collettivi efficaci per tutelare la dignità e il carico di lavoro dei Dirigenti Medici. E così, cresce la spinta all’arrangiamento individuale, cercando scappatoie tra le pieghe delle norme e delle leggi che tutelano – giustamente – la persona.
Il diritto trasformato in strategia di sopravvivenza
Leggi come la 104/92 – nate per garantire assistenza e dignità – vengono oggi usate anche come strumenti di difesa lavorativa: per evitare turni notturni, reperibilità, ordini di servizio improvvisi, trasferte forzate o le famigerate guardie da 12 ore.
Un uso che non è scorretto, ma indicativo: i medici cercano protezione non nel sistema, ma dal sistema.
Il risultato? Una Sanità dove ogni professionista tenta di modellare su di sé una quantità e una tipologia di lavoro sostenibile, anche a costo di frammentare la coesione del gruppo o l’efficienza del reparto determinata dalla equa distribuzione del lavoro.
Eppure, c’è una parte di medici che continua a credere nella forza del gruppo, nella possibilità di migliorare la sanità pubblica senza dover fuggire, senza trasformarsi in battitori liberi.
Sempre meno squadra, sempre più battitori liberi
La figura del medico “integrato”, che si fa carico del lavoro collettivo per obiettivi condivisi, è sempre più rara. Al suo posto si moltiplicano colleghi che – comprensibilmente e talora per vere necessità – cercano una nicchia organizzativa meno pressante, orari più prevedibili, meno turni interminabili come le “guardie”, più flessibilità.
Ma questa frammentazione ha un costo concreto: CoAS Medici riceve sempre più spesso segnalazioni da parte di quei medici che, privi di tutele specifiche, si ritrovano a sostenere turni massacranti, spesso aggravati proprio dal fatto che i colleghi con protezioni o esenzioni non partecipano alla turnistica di chi rimane. E lo Stato in tutto ciò brilla per l’assenza: infatti dopo aver creato e concesso tutti questi benefici, non si è preoccupato della funzionalità residua del Sistema. Chi resta in trincea, resta solo.
Quando la sfiducia cancella la collettività
In questo scenario cresce anche la sfiducia nelle organizzazioni sindacali.
Non si crede più nella tutela collettiva. Anzi, si percepisce il Sindacato come distante, impegnato a negoziare con la parte pubblica più per inseguire il riconoscimento ufficiale dell’esistenza, che per ottenere risultati concreti e per tutti.
La frase con cui troppo spesso si chiudono i rinnovi contrattuali – “non si poteva fare di più” – è diventata la bandiera della resa. E nel frattempo, l’inflazione continua a erodere stipendi fermi da anni, con aumenti che non recuperano neppure il potere d’acquisto perduto.
Anche qui, però, c’è una parte di medici che non si arrende, che non si rassegna a vivere il lavoro come fatica solitaria o trincea personale. Che continua a credere nel valore della rappresentanza, se fatta con coraggio e integrità.
E il rinnovo del contratto 2022-2024?
Anche oggi, con la nuova contrattazione in corso, le prospettive non sono rosee: si profilano limiti economici già annunciati, e l’assenza di un chiaro Atto di indirizzo governativo fa temere l’ennesimo compromesso al ribasso. Le aspettative sono deboli. I medici ne sono consapevoli. E la fuga verso il privato, o verso territori più “vivibili”, continua.
Eppure, una tutela può ancora fare la differenza
In tutto questo, una sigla sindacale che sceglie di stare con chi lavora davvero, senza interessi politici o di carriera, può ancora fare la differenza.
Non come unica soluzione, ma come strumento reale di difesa – soprattutto nelle fasi più difficili: vertenze individuali, contenziosi, abusi organizzativi, denunce, mobbing, violazioni contrattuali.
È per questo che, pur in un contesto di disillusione diffusa, CoAS Medici resta una voce utile, essenziale, concreta che continua a raccogliere iscrizioni..
Perché quando il sistema non ti protegge, il peggio che si possa fare è restare soli.
Un sindacato snello, trasparente, senza clientele. Vicino ai medici, non ai direttori.
E che continua a crederci, proprio come quella parte della categoria che non si è arresa.
📩 Per informazioni o iscrizioni: segreteria@coasmedici.it



