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A Messina le ferie diventano una concessione: l’umiliazione dei Dirigenti Medici

Messina, luglio 2025. 
In piena ondata di caldo, mentre i cittadini organizzano le proprie vacanze e il sistema sanitario si confronta con le solite carenze estive, arriva una lettera della Direzione sanitaria dell’ASP che suona più come un ordine che come una comunicazione: i Dirigenti Medici non possono prendere ferie a luglio. O almeno, possono farlo solo con “autorizzazione motivata” della Direzione medica.

Tutto ciò è emerso da un documento firmato dal Direttore Generale e dal Direttore Sanitario dell’ASP di Messina, inviato da essi ai Direttori U.O.C. dell’ASP. Il documento è stato immediatamente rilanciato ed è pervenuto alla nostra visione. Chi volesse averne copia, può richiederla telefonando al numero 3473639841.
Questo scenario fa riflettere, e chiama in causa più di una illegittimità.

Il ritorno dell’arbitrio: ferie solo “concesse”

Nel CCNL dell’Area Sanità, le ferie non sono un privilegio, ma un diritto contrattualmente garantito: ogni medico ha diritto ad almeno 15 giorni lavorativi consecutivi di ferie estive. Lo dice chiaramente l’art. 32 del contratto e l’ha confermato l’ARAN in un suo documento interpretativo.
Eppure, nella pratica, siamo tornati a una logica padronale: ferie da chiedere in ginocchio, motivandone la necessità, da contrattare con superiori che usano il personale come una pedina da distribuire in un tabellone settimanaleo mensile.
Dirigenti Medici trattati come veri e propri TAPPABUCHI.
Una regressione inaccettabile, soprattutto in un contesto in cui il personale sanitario lavora sotto pressione per 11 mesi l’anno, con turni massacranti e carenze strutturali croniche.

Primari trasformati in caporeparto aziendali

Un altro elemento che emerge con chiarezza da questo episodio è la trasformazione dei primari ospedalieri in meri esecutori delle decisioni aziendali.
Diventano sempre più figura che, da punto di riferimento clinico e organizzativo della vita del Reparto a loro affidato, hanno gradualmente accettato che la loro funzione fosse progressivamente svuotata della valenza clinica, e ridotta a cinghia di trasmissione delle indicazioni (spesso politiche ed economiche) dei direttori generali.

Direttori generali che, nella maggior parte dei casi, non hanno alcuna competenza medica ma agiscono secondo logiche di contenimento della spesa e fedeltà alle giunte regionali. E così, nei reparti, le decisioni si prendono non in base al bisogno clinico o alla dignità lavorativa del personale, ma secondo schemi aziendalistici che trattano i medici come ingranaggi intercambiabili e i pazienti come grandi numeri.

Una cultura organizzativa punitiva e senza visione

Negare o condizionare le ferie non è solo una violazione contrattuale: è una ferita alla dignità dei medici, che vengono trattati come manodopera da sfruttare al massimo, anche a scapito della loro salute mentale e fisica.

Il caso di Messina non è isolato anche se con la pubblicazione delle indicazioni dettate ai Direttori di UOC, è diventata la spia di un sistema dove la “copertura dei turni ad ogni costo ” è diventata l’unico parametro organizzativo, ignorando che senza riposo, un medico non può garantire qualità, attenzione, lucidità, efficienza.
Come possiamo parlare di sicurezza delle cure se chi le eroga non ha nemmeno il diritto di riposarsi?

Dobbiamo ancora stupirci di indicazioni operative aziendali illegittime ?
Si, dobbiamo ancora avere la forza di stupirci e di contrastare questo stato di cose che scivola sempre più nell’illegittimità, spinta da una voglia di bieco dirigismo da parte di chi – spesso – ha un C.V. di basso profilo, ma comanda.

La posizione di CoAS Medici: basta deroghe non scritte ai diritti contrattuali

Come CoAS Medici denunciamo da anni questa tendenza a ridurre i medici ospedalieri a forza-lavoro senza tutele.
Il diritto alle ferie non può essere subordinato a interessi organizzativi mal gestiti. Se mancano i medici, non si può “obbligare” chi c’è a rinunciare al proprio riposo: serve un piano di assunzioni, non un piano di rinunce.

Chiediamo che il rispetto delle ferie sia garantito in tutte le aziende sanitarie italiane, senza “autorizzazioni extra” o interpretazioni restrittive.
Chiediamo che i Direttori UOC tornino ad essere professionisti e garanti del lavoro clinico sui pazienti, non strumenti politici nelle mani di non-medici.
E chiediamo che la cultura della sanità pubblica ritrovi ciò che ha perso e lo ponga al centro: il rispetto del lavoro medico e della persona che lo esercita su persone deboli.

📩 Se hai vissuto esperienze simili, scrivici a: segreteria@coasmedici.it
📌 Leggi la notizia originale su MessinaToday.it
Scrivi a segreteria@coasmedici.it se vuoi visionare il messaggio interno (che non avrebbe dovuto essere diffuso) della ASP di Messina,
Scarica e leggi la DIFFIDA immediatamente inviata da CoAS Sicilia.

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