News

Milleproroghe e il mantenimento in servizio fino a 72 anni: una misura per conservare privilegi?

Nel panorama delle misure contenute nel decreto Milleproroghe, una delle più discusse riguarda la possibilità per i medici ospedalieri di restare in servizio fino ai 72 anni, con la facoltà di mantenere incarichi apicali.
Proprio questa ipotesi, solleva perplessità e rischia di tradursi in un mero strumento di conservazione dei privilegi, piuttosto che in una vera opportunità di valorizzazione dell’esperienza professionale e del mantenimento in servizio di risorse umane, tanto necessarie in questo periodo di grave carenza di medici..

Riteniamo che la possibilità di prolungare l’attività lavorativa debba essere garantita a chi lo desidera, senza limiti arbitrari, eventual-mente anche fino ai 75 anni. Tuttavia, questa opportunità non deve trasformarsi in un ostacolo alla crescita delle nuove generazioni di medici.

Per questo, la nostra posizione è chiara: l’estensione dell’età lavorativa deve accompagnarsi a un riequilibrio dei ruoli, consentendo a chi decide di rimanere in servizio di mettere la propria esperienza a disposizione della sanità pubblica in funzioni diverse, come quelle di medico di guardia o ambulatoriale, senza perpetuare rendite di “posizione ormai raggiunta“.

La versione attuale della norma rischia invece di cristallizzare un sistema che impedisce il necessario ricambio generazionale, mantenendo posizioni di vertice occupate da chi ha già avuto decenni di carriera ai vertici della sanità ospedaliera. Un sistema che tutela pochi, ma non il sistema sanitario nel suo complesso, e che riduce ulteriormente le opportunità di crescita ai giovani professionisti, sempre più costretti a lunghissime fasi di apprendistato con scarse prospettive di promozioni di carriera e di crescita.

La nostra Sanità ha bisogno di esperienza e certamente anche di far fronte ai problemi di calo del personale, ma la soluzione non può essere quella di mantenere immutata la struttura di potere decisionale all’interno degli ospedali o dei singoli reparti.
Questa potrebbe essere invece l’occasione di agire per creare un sistema più equilibrato, dove i medici senior possano contribuire in modo attivo e formativo, senza precludere il necessario rinnovamento delle posizioni di responsabilità.

Vediamo cosa accadrà effettivamente, stando attenti sia alle mosse del Governo ma anche a quelle dei Sindacati maggiormente rappresentativi tra i Medici Ospedalieri.
Questi infatti, per ragioni facilmente intuibili, registrano tra i loro iscritti molti Medici, diventati negli anni Direttori di U.O.C. e sappiamo bene che rimarrebbero al lavoro in Ospedale fino a tarda età.
Non ci meraviglieremo se, in antitesi con le dichiarazioni alla stampa, stessero concordando con il Governo le modalità per accontentare questi anziani supporters, in sella da anni e desiderosi di rimanerci. .


Scopri di più da CoAS Medici

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere