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LANCET e l’nalisi sul Futuro della Sanità in Italia: il nostro commento

L’editoriale comparso sul numero di gennaio del The Lancet Regional Health – Europe (che abbiamo pubblicato tradotto in italiano anche qui sul nostro sito) ha suscitato in Italia un notevole clamore e numerosi rilanci sui social e perfino in Parlamento.
In Parlamento alcuni Onorevoli dei due contrapposti campi hanno dato origine a un dibattito (di cui alleghiamo il testo), nelle persone del Ministro Roberto Calderoli e della On. Federica Onori (interrogante).
Questo significa che l’Editoriale del LANCET ha colto nel segno e che le proiezioni statistiche ed analisi retrospettive hanno suscitato reazioni immediate e talora contraddittorie.
Questo il nostro parere.

1° punto: La popolazione italiana si prevede diminuirà di circa l’8% entro il 2050

Gli Interroganti (ONORI, BONETTI, BENZONI, D’ALESSIO, GRIPPO e SOTTANELLI) sottolineano sin dall’incipit del Testo depositato in Parlamento che la Situazione sanitaria e demografica (strettamente correlate nel futuro) andranno, in Italia, a modificarsi in alcuni parametri essenziali (fasce d’età e rapporti tra esse), tali che il Sistema Sanitario e il Sistema pensionistico avranno problemi di sostenibilità.

2° punto: 20 regioni che hanno operato ed operano indipendentemente

Successivamente l’interrogazione parlamentare prosegue sottolineando che la organizzazione sanitaria attuale prevede 20 Sistemi Sanitari regionali diversi, che, in virtù della Autonomia Differenziata, andranno ad aumentare la diversità tra loro, anche a causa della differente attribuzione di risorse in proporzione alla popolazione, differenza che arriva al 30% per persona.


3° punto: raccolta e il trasferimento dei dati

Nell’editoriale del LANCET – sottolineano gli Interroganti -, si stigmatizza la differente gestione del Sistema Sanitario operata dalle Regioni, abbia portato nel tempo (soprattutto negli ultimi 25 anni) ad una differente implementazione dei Sistemi informatici della gestione ospedaliera e Territoriale della popolazione, creando una incompatibilità e incomunicabilità dei Sistemi tra loro, tale che produrre dati statistici e casistiche omogenee sembra del tutto impossibile, o per lo meno, notevolmente ostacolato perfino nell’ottenimento dei dati.
E l’AGENAS, in questo, possiamo affermare con certezza che non ha certo brillato nella attività di omogenare i Sistemi.
In assenza quindi di una omogeneità di input, sembra impossibile creare dati certificati, validi ed omogenei, per efficaci comparazioni e proposte correttive adeguate.

4° punto: Migrazione sanitaria e suoi costi

L’articolo pubblicato sul LANCET cita quindi il fenomeno della migrazione sanitaria, orientata per la maggior parte dei casi, da Sud a Nord, con significativa ulteriore sottrazione di risorse alle regioni meridionali.
In questo contesto, già notevolmente disgregato, gli Interroganti si chiedono quale effetto possa avere il progetto di Autonomia Differenziata come proposto dalla attuale maggioranza di Governo.

Il Ministro Calderoli (leggi risposta) risponde a nostro avviso con affermazioni di carattere generale, senza centrare i punti specificamente affrontati dall’interroganti. Afferma che l’Autonomia Differenziata agirà come una spinta all’efficientamento della proposta sanitaria; fa riferimento ad un “nuovo sistema informativo nazionale”, senza rendersi conto e rispondere sul punto che ogni Regione ha gestito l’informatizzazione in sanità in modo regionalizzato, con appalti in autonomia, e con l’implementazione di tasselli informatici differenti e specifici senza una visione integrata e complessiva del problema, fino a creare archivi e data-base che usano linguaggi differenti e non compatibili tra loro, come appunto si è affannato a registrare il LANCET.

La risposta della Interrogante Bonetti, non fa altro che sottolineare l’assenza di un Programma Nazionale di informatizzazione e di un Sistema Nazionale unico, presupposto necessario per una raccolta di DATI omogenea e che garantisca la interscambiabilità.

5° punto: Produzione scientifica e

6° punto: Autonomia Differenziata.

Il LANCET sottolinea ancora che la difficoltà nell’acquisizione dei DATI finisce per incidere negativamente sulla produzione scientifica italiana ed esprime un parere sicuramente negativo sulla probabile approvazione in breve tempo della Autonomia Differenziata.

Il dibattito continua, i pazienti aspettano e i Medici – nel frattempo – scappano dagli Ospedali, vedono ideale la fuga all’estero o tra comparti della Sanità.
La FUGA viene ormai vista come l’unica possibilità per evitare Turni sempre più massacranti, mancati riconoscimenti economici e di carriera, rinvii e riduzioni pensionistiche.

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