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CURATEVI ! Ma, a CASA Vostra ?

Questa mattina gli Italiani si sono svegliati con la notizia (in prima pagina su molti quotidiani) di una prima approvazione parlamentare del cosiddetto “Premierato” e della definitiva approvazione della Legge definita: “Autonomia Regionale differenziata“.
Se del Premierato una Associazione di Medici della dipendenza non deve occuparsi, non può stare in silenzio di fronte alle forme con cui viene amministrata la Sanità; e la Sanità attualmente è amministrata al 95% dalle Istituzioni regionali, mentre lo Stato centrale emette solo linee di indirizzo spesso, in periferia, disattese o applicate sulla scorta di declinazioni interpretative di “tutto comodo”.

Così, in questi ultimi anni, abbiamo assistito a tutto ed il contrario di tutto durante la Pandemia da Covid, in cui le scelte di intere regioni sono state diametralmente opposte, con molteplici
segnalazioni di sperperi e brogli sulla carta, in materia di cifre, reparti ospedalieri fantasma, letti di degenza inesistenti o vuoti, e altri parametri, in quanto strettamente legati alla erogazione di fondi.

Le fake news hanno così concorso a rendere particolarmente confuso il quadro, ma i “Medici Eroi” che stavano in ospedale per giorni di seguito, per gestire l’ondata di richieste di ricovero e per non portare il contagio tra i propri familiari, sono esistiti veramente, ma – poiché la riconoscenza è il sentimento più difficile da mantenere nel tempo, in breve si sono trasformati in “Medici grassatori, assatanati di extraprofitti”, che guadagnavano cifre spropositate provenienti da Enti pubblici e privati.
Seguendo il più semplicistico metodo di fare di tutte le erbe un fascio, tipico del pubblico indistinto, sicuramente è successo spesso che proprio le Amministrazioni pubbliche, zonali e regionali, hanno fatto ricorso a “manipolazioni e correzioni” di dati per dimostrare di aver raggiunto un buon risultato o di aver applicato le linee guida nazionali (o talora regionali) con precisione e puntualità.
Ma è stato evidente a molti che il S.S.N. non aveva un comportamento univoco e che la risposta tra le Regioni era differente proprio per la diversa organizzazione del Sistema Sanitario regionale che la Amministrazione di quella specifica regione aveva scelto nel proprio territorio.

Si è quindi assistito a risultati profondamente diversi da regione a regione, spiegati successivamente in vario modo, persino con DNA differente in alcune enclave specifiche (ad esempio per la “bergamasca”, si è perfino invocata la maggior percentuale di DNA proveniente dall’Homo di Neanderthal).
È quindi nostro parere che il periodo di stress organizzativo determinato dalla circolazione pandemica del virus, abbia messo in evidenza la diversa risposta che sistemi organizzativi, ormai
differenziati da tempo per precise volontà politiche e di acquiescenza ai gruppi privati gestenti gran parte della Sanità di quel luogo, hanno fornito, di fronte a situazioni similari, risposte significativamente diverse, pur avendo indicazioni nazionali identiche.
Questo significa che il potere di indirizzo centrale si è già affievolito notevolmente.
E’ già diventata insignificante la capacità di controllo ed intervento correttivo da parte delle Istituzioni centrali e le economie regionali sono del tutto autonome e autogestite per Sanità e Strade, con notevoli differenze di base sia nel capitale derivante dallo storico, sia nei budget disponibili, in quanto derivanti dai tributi della popolazione residente, senza più fondi riequilibranti di provenienza nazionale.

In definitiva sembra di poter affermare con sicurezza che le Sanità povere diventeranno sempre più povere e che quelle ricche potrebbero ricevere anche importanti pagamenti per le prestazioni effettuate “su” e “per” italiani provenienti da queste regioni ormai prive della capacità di erogare queste
prestazioni specialistiche.
Vedremmo quindi aumentare in modo esponenziale la emigrazione sanitaria ?
Pensiamo proprio di SI’, ma fino a quando sarà possibile spostarsi da una Regione all’Altra per curarsi considerando che la “Autonomia” di ogni regione, implicitamente significa anche: “Curatevi a casa vostra” ?

Il quesito resta aperto e rimaniamo in attesa degli effetti di questa Legge votata dalla attuale maggioranza con (sembra) qualche malumore all’interno.

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