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Governo e liste d’attesa

Il Governo ha scelto la formula del Decreto Legge (scarica il testo) promulgato dal Presidente della Repubblica, per affrontare la situazione della Sanità pubblica, in particolar modo il problema dei tempi di attesa di una visita specialistica.

Alle ore 14:00 circa di ieri (04/06/2024) le redazioni delle Agenzie di stampa hanno iniziato a pubblicare le prime sintesi sulla riunione del CdM che aveva approvato un testo da presentare in Parlamento in tempi rapidi, nel tentativo di affrontare rapidamente la situazione dei tempi di attesa per le visite specialistiche.
Nel testo che è stato fatto circolare prima del CdM, si proponevano alcuni punti su cui agire immediatamente per risolvere la situazione:

1) Costituzione di un CUP regionale o ancora più ampio, infraregionale
Abbiamo già vissuto personalmente gli effetti di questa soluzione, e gli effetti sono stati del tutto minimali sui numeri, ma molto onerosi per i pazienti. Infatti questi ultimi, che già per definizione dovrebbero essere ammalati o anziani, in nome della distribuzione anche casuale delle visite, venivano costretti a fare centinaia di Km per effettuare l’agognata visita specialistica: il posto libero in tempi brevi gli veniva proposto a più di 200 Km di distanza.
Vengono quindi a cadere alcuni principi ritenuti fino ad oggi importanti: la scelta del medico o della Struttura già conosciuta, ma l’effettuazione faticosa ed ancor più onerosa di un anonimo esame specialistico.

2) Strettamente connessa a questa ipotesi del testo del D.d.L., sarebbe la possibilità di far svolgere queste visite specialistiche da parte di Medici non ancora Specializzati, assunti in deroga alle normative europee.
Ci sembra che questa ipotesi non meriti alcun commento, in quanto la visita specialistica prevede il pagamento di un ticket; lo Stato quindi,  “venderebbe” al proprio  Cittadino-Utente una “quasi visita” ad un Ticket intero.
Anche gli ambulatori privati verrebbero inseriti nei CUP regionali, e ci chiediamo quindi con quali garanzie sulla qualità delle prestazioni offerte da parte di Strutture con frettolosi accreditamenti.
Un’altra apertura verso la privatizzazione.

3) Ma ecco che si intravede di nuovo lo Stato che aumenta i sistemi e poteri di controllo per far rigare dritti ambulatori e strutture: 
i controlli sulle liste d’attesa saranno affidati all’AGENAS e non solo. Sarà istituito (tipico in Italia) un Ispettorato generale di controllo sull’Assistenza Sanitaria.  Cioè, un altro carrozzone, che aumenta i controllori ma non il numero di chi deve fare le visite.

4) Quindi, non potendo aumentare il numero di Medici che possono effettuare visite specialistiche (perché non ce ne sono!!), un’altra ipotesi che viene fatta è quella dell’apertura degli ambulatori specialistici fino alle ore 24, ed anche il sabato e la domenica
Sicuramente chi ipotizza queste forme di perverso e cinico sadismo verso gli operai specializzati chiamati “Medici Dirigenti”, forse non è a conoscenza che in molti ospedali italiani i Medici superano già il numero di 50 ore di lavoro settimanali, e che sono già impegnati al limite delle loro possibilità? Anche con le prestazioni aggiuntive c’è un limite orario difficilmente superabile. Su questi proventi si ipotizza (altra ipotesi) una defiscalizzazione al 15%, ma qui ricordiamo che anche l’ENPAM vuole la sua parte, ed all’ENPAM non sfugge nulla.
Si farebbe anche riferimento a non meglio precisati “Specialisti ambulatoriali interni”, senza precisare che anche loro non possono dilatare all’infinito la loro presenza in ambulatorio in quanto non possono lavorare da soli, e ci sono insuperabili limiti delle Strutture, delle Strumentazioni e del fondamentale personale di supporto, tecnici ed infermieri.

5) Sulla attività degli Specializzandi per abbattere le Liste di attesa, abbiamo già scritto.  Oltre ad ipotizzarsi una situazione al limite della truffa da parte dello Stato, non è chiaro quale Medico (lo Specialista che non c’è, o lo Specializzando?) debba assumersi la responsabilità di una visita specialistica nel caso di una errata valutazione.
Infatti, se c’è  il Medico, lo Specializzando è inutile, se c’è lo Specializzando, non c’è la “”visita”.
Ma da uno Stato che ha assunto attraverso Agenzie interinali Medici non Specialisti,  laureati in uno Stato di cui non riconosce la laurea, pensiamo che ci si possa attendere di tutto.

6) E per chiudere, scegliamo come “dulcis in fundo”, la Predisposizione di un registro nazionale delle segnalazioni dei Cittadini sui disservizi,  che fa venire in mente il sistema delle delazioni e della messa all’indice di stampo medioevale.

Naturalmente, si ipotizza un ridicolo stanziamento di 100 mln, che non sarebbero a nostro avviso neppure sufficienti per aggiornare l’Agenas allo svolgimento delle nuove funzioni di controllo e per costituire il registro nazionale delle lamentele degli Utenti.
Sicuramente, pensiamo, costerà ben più di 100 mln. l’inserimento degli Studi specialistici privati nelle agende del CUP;  gli Studi privati se si attivano e trovano remunerativo il loro impegno, moltiplicheranno la loro attività e i 100 mln. saranno esauriti in poche settimane.

Il Coordinatore della Commissione Salute per la Conferenza delle regioni, Raffaele Donini,  ha espresso la sua estrema perplessità sulle coperture di tutte le attività sanitarie che questo nuovo D.d.L. vuole avviare, in quanto molti oneri, economici ed organizzativi, ricadrebbero sulle Regioni che non sono state consultate. .
 

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