La retorica del numero chiuso della Facoltà di Medicina ritorna con prepotenza in questi tempi. Con questo espediente si vuole dare spiegazione e giustificazione alla carenza di medici negli ospedali italiani, interessante tutte le specialità.
Purtroppo però le cose non stanno proprio così.
Una collega del CoAS della Regione Veneto, ci segnala di un bando con graduatorie già pubblicate alle quali però non è stato dato seguito con le assunzioni.
La giustificazione addotta dai Dirigenti è: “Impossibilità a procedere a causa del blocco regionale delle assunzioni”.
Quindi, ci chiediamo, in Veneto le assunzioni sono bloccate ?Certo: le assunzioni costano.
E così i colleghi già in servizio si trovano a coprire anche gli assenti, selezionati nella graduatoria utile, ma mai assunti.
A voler essere maligni, trattandosi di una segnalazione che arriva da un servizio territoriale, verrebbe da pensare che non è una priorità coprire un disservizio su una tipologia di pazienti che hanno difficoltà oggettive a lamentarsi e a “fare notizia“.
In risposta a questa nota di vita reale e vissuta, sarebbe necessario porre a chi sostiene l’abolizione del numero chiuso negli accessi a Medicina come panacea dei problemi della Sanità, andrebbe raccontata questa storia rivolgendogli anche la domanda:
“ma come può essere l’abolizione del numero chiuso la risposta a graduatorie pubblicate cui non si è dato corso perché non bisogna spendere in Sanità?”
I medici ci sono, le assunzioni NO !



