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Ore eccedenti dei dirigenti medici: nessuna ASL può cancellarle. CoAS Medici lancia l’allarme nazionale

Dopo anni trascorsi a garantire la continuità assistenziale tra turni aggiuntivi, reperibilità e carenze di organico, molti dirigenti medici rischiano di perdere centinaia di ore di lavoro regolarmente maturate. CoAS Medici richiama le Aziende sanitarie al rispetto della normativa: i crediti orari non possono essere cancellati e, quando non è possibile fruirne per esigenze di servizio, devono essere monetizzati.


Le croniche carenze di personale che da anni interessano il Servizio Sanitario Nazionale hanno imposto ai dirigenti medici uno sforzo straordinario. In moltissimi reparti il mantenimento dei livelli essenziali di assistenza è stato possibile soltanto grazie alla disponibilità dei professionisti a svolgere un numero di ore ben superiore a quello previsto dal proprio debito contrattuale.

Quelle ore, però, rappresentano un vero e proprio credito maturato dal lavoratore nei confronti dell’Azienda Sanitaria. Eppure, in diverse realtà italiane, stanno emergendo situazioni nelle quali i monte ore eccedenti vengono congelati, limitati o addirittura azzerati attraverso procedure amministrative interne.

Una pratica che CoAS Medici considera illegittima e che rischia di colpire soprattutto i dirigenti medici prossimi al pensionamento.

Il problema dell’ultimo miglio prima della pensione

La situazione è particolarmente critica per i colleghi che si avvicinano alla cessazione del servizio.

Dopo anni di attività svolta ben oltre il normale orario contrattuale, molti medici si trovano ad aver accumulato centinaia di ore di riposi compensativi che, per esigenze organizzative dell’Azienda, non sono mai riusciti a utilizzare.

Con l’avvicinarsi della pensione diventa spesso materialmente impossibile smaltire tali crediti orari. Nonostante ciò, alcune amministrazioni continuano a negarne sia il cosiddetto “recupero”, sia la monetizzazione, sostenendo che il recupero costituisca l’unica modalità prevista.

Una posizione che non trova riscontro né nella normativa né nella giurisprudenza.

Il CCNL tutela il diritto al recupero delle ore eccedenti

L’orario di lavoro della dirigenza medica è disciplinato dal CCNL Area Sanità, che riconosce il diritto al recupero delle ore eccedenti regolarmente autorizzate e validate.

L’Amministrazione non dispone di alcun potere di cancellazione né di “congelamento” unilaterale dei crediti orari maturati dal dirigente.
Alcune Aziende Sanitarie stanno utilizzando proprio il comma 3 dell’Art. 27 del CCNL 2019/2021 per contestare la legittimità del “recupero ore”, in quanto solo da quel momento in poi sarebbe stato normato il valore delle ore eccedenti nell’ambito dell’istituto della “premialità”. Le ore effettuate prima della contrattazione di questa norma (discutibilissima), verrebbero quindi “congelate” in attesa della pensione del malcapitato che le ha effettuate.
Le conseguenze di questa interpretazione sono così esplosive e così anticostituzionali , che sembra logico pensare che questa visione delle cose sia di origine ministeriale e diffusa senza decreti o proclami.

Se le esigenze organizzative impediscono al professionista di usufruire dei riposi compensativi, la responsabilità non può essere trasferita sul lavoratore.

La Cassazione: se il recupero è impossibile per colpa dell’Azienda, le ore vanno pagate

Negli ultimi anni la Corte di Cassazione ha consolidato un orientamento molto chiaro.

Le sentenze n. 13613/2020 e n. 320/2021, tra le altre, hanno stabilito che il divieto generale di monetizzazione previsto per il pubblico impiego non opera quando il mancato godimento dei riposi dipende da esigenze di servizio o da cause imputabili al datore di lavoro.
In altre parole, se è stata proprio l’Azienda sanitaria a chiedere al dirigente medico di continuare a lavorare per garantire la continuità assistenziale, non può successivamente negargli sia il recupero sia la corresponsione economica delle ore maturate.

Un principio di correttezza prima ancora che di diritto

Oltre alla disciplina contrattuale, entra in gioco anche un principio generale dell’ordinamento.

L’articolo 2041 del Codice Civile vieta l’ingiustificato arricchimento. Trattenere prestazioni lavorative regolarmente autorizzate senza consentirne né il recupero né il pagamento significa ottenere un vantaggio economico a spese del lavoratore.

Si tratta di un principio che trova ulteriore fondamento nell’articolo 36 della Costituzione, secondo cui ogni lavoratore ha diritto a una retribuzione adeguata, proporzionata e sufficiente per il lavoro prestato.

CoAS Medici: il lavoro svolto deve essere riconosciuto

Per CoAS Medici la questione non riguarda soltanto il rispetto delle norme, ma anche il riconoscimento dell’impegno profuso da migliaia di dirigenti medici che, negli ultimi anni e durante la tempesta Covid, hanno sostenuto il Servizio sanitario nazionale ben oltre gli obblighi contrattuali.

Le ore eccedenti maturate non rappresentano una concessione dell’Amministrazione, ma un credito derivante da prestazioni lavorative effettivamente svolte e spesso richieste dalle stesse Aziende per garantire il funzionamento dei servizi.
Se il recupero non è stato possibile per esigenze organizzative, l’Azienda ha il dovere di procedere alla loro monetizzazione, in particolare al momento della cessazione dal servizio.

Come tutelarsi

CoAS Medici invita i dirigenti interessati a non attendere il pensionamento per verificare la propria situazione.

È consigliabile richiedere formalmente il prospetto aggiornato delle ore eccedenti validate, presentare per iscritto la richiesta di fruizione dei riposi compensativi e conservare l’eventuale diniego motivato dall’Azienda per esigenze di servizio.

Questa documentazione rappresenta un elemento fondamentale per l’eventuale tutela sindacale e legale.

La Segreteria Nazionale di CoAS Medici è inoltre disponibile a supportare gli iscritti attraverso modelli di diffida e assistenza nelle controversie relative al riconoscimento dei crediti orari maturati.

Il lavoro straordinario non può trasformarsi in lavoro gratuito

Negli ultimi anni migliaia di dirigenti medici hanno garantito la tenuta del Servizio sanitario nazionale sopperendo alle carenze di organico con un impegno ben superiore a quello previsto dal contratto.

Quel lavoro non può essere cancellato con un semplice provvedimento amministrativo o con il blocco di un cartellino elettronico.

Per CoAS Medici il principio è semplice: le ore lavorate devono essere recuperate oppure retribuite. Mai azzerate.


Hai maturato un elevato numero di ore eccedenti e l’Azienda ne sta limitando il recupero o la monetizzazione?

CoAS Medici mette a disposizione dei propri iscritti modelli di diffida, assistenza sindacale e supporto legale per la tutela dei crediti orari maturati.

Per informazioni o per segnalare la tua situazione puoi contattare la Segreteria nazionale all’indirizzo segreteria@coasmedici.it.

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