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Doppia contribuzione obbligatoria INPS + Casse private: un’anomalia che pesa su medici e farmacisti

In un momento storico in cui si parla di equità, sostenibilità del sistema previdenziale e valorizzazione delle professioni sanitarie, continua a permanere un’anomalia che colpisce esclusivamente medici e farmacisti dipendenti.

La doppia contribuzione obbligatoria – INPS più cassa professionale (ENPAM per i medici, ENPAF per i farmacisti) – rappresenta una vera e propria spina nel fianco per migliaia di professionisti. Un obbligo che persiste anche in condizioni di disoccupazione o ridotto reddito e che appare sempre più anacronistico, soprattutto alla luce dell’evoluzione del mondo del lavoro e della previdenza complementare.

Su questo tema intervengono congiuntamente il Comitato No Enpaf e il CoAS Medici Dirigenti.


Stop alla doppia contribuzione previdenziale INPS + Cassa di categoria

Un obbligo iniquo e superato che colpisce medici e farmacisti dipendenti

I farmacisti dipendenti e i medici dipendenti versano contributi previdenziali all’INPS, come tutti i lavoratori con contratto di lavoro subordinato, ma sono inoltre costretti, a causa di norme ormai superate , a versare contributi anche alla cassa di categoria: rispettivamente ENPAF ed ENPAM, con la mera giustificazione della “solidarietà”, che non è più giustificata, ma ha la funzione di sostenere i conti delle Casse.

Si tratta infatti di Casse previdenziali privatizzate con il D.Lgs. 509/1994 che, a differenza di altre, includono ancora un numero significativo di professionisti dipendenti.

Tra medici e farmacisti dipendenti è ormai diffuso un forte malcontento, alimentato dalle condizioni lavorative e sfociato in un crescente allontanamento, o meglio una fuga da questo tipo dii professioni.

Servono innanzitutto migliori condizioni contrattuali per tutelare due categorie di professionisti indispensabili per il sistema sanitario italiano.


Riteniamo quindi particolarmente rilevante la rimozione del doppio obbligo contributivo, un “unicum” tra le professioni sanitarie – rendendo:

  • facoltativa l’iscrizione alla cassa professionale per i lavoratori dipendenti
  • eventualmente introducendo aliquote contributive commisurate al reddito effettivo

Per questi motivi si auspica la ripresa dell’iter legislativo della Proposta di Legge 595/2022, presentata dagli onorevoli Gribaudo e Sarracino, che propone:

  • l’abolizione dell’obbligo contributivo ENPAF per i farmacisti dipendenti
  • una riforma previdenziale per i medici dipendenti affinché anche per loro il pagamento della Quota A ENPAM possa diventare facoltativo

Per una sanità migliore

Per una sanità migliore occorre partire dalla revisione e valorizzazione delle condizioni lavorative e previdenziali di chi opera quotidianamente nel sistema.

Non è più accettabile che medici e farmacisti dipendenti siano penalizzati da un meccanismo contributivo ereditato dal passato, non più coerente con l’attuale organizzazione del lavoro sanitario.

CoAS Medici Dirigenti e Comitato No Enpaf continueranno a lavorare congiuntamente per rimuovere questa anomalia normativa e restituire equità previdenziale alle categorie coinvolte.


Comitato “No Enpaf Obbligatorio”:

📌 Gruppo Facebook: facebook.com/ComitatoNoEnpaf

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