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Responsabilità medica sotto attacco: l’emendamento Biancofiore rischia di stravolgere trent’anni di tutele. L’allarme del CoAS

CoAS Medici Dirigenti: “Un colpo gravissimo alla sanità pubblica e una manovra politico-sindacale che ha il sapore di tecnica di distrazione di massa”

Negli ultimi giorni il mondo sanitario italiano è stato scosso da un nuovo, inatteso attacco normativo alla professione medica.
Appena firmata la pre-intesa del CCNL della Dirigenza Medica e Sanitaria, e mentre veniva annunciato l’aumento extracontrattuale della indennità di specificità medica – provvedimento che già svuota di senso la contrattazione collettiva – un emendamento alla Legge di Bilancio 2026 ha tentato di sovvertire un principio che regge la responsabilità professionale dei medici da decenni.

La senatrice Michaela Biancofiore ha presentato un testo che riporterebbe la responsabilità civile del medico dipendente a una responsabilità principale e contrattuale, in aperto contrasto con:

  • il Codice Civile
  • la Legge Balduzzi (2012)
  • la Legge Gelli-Bianco (2017)

Se approvato, cambierebbe radicalmente la posizione di ogni sanitario dipendente e altererebbe gli equilibri della medicina pubblica.


1. Il quadro normativo: un equilibrio costruito in trent’anni

La responsabilità del medico dipendente si basa su alcuni articoli chiave del Codice civile:

  • Art. 1228 c.c. – responsabilità del datore di lavoro per i fatti dei propri ausiliari
  • Art. 2049 c.c. – responsabilità dei padroni e committenti
  • Art. 2104 c.c. – dovere di diligenza del lavoratore
  • Art. 2087 c.c. – tutela dell’integrità del dipendente

Queste norme, storicamente, hanno distinto la Responsabilità in due forme:

Contrattuale della struttura sanitaria

Extracontrattuale del medico dipendente

Questa distinzione tutela il professionista e garantisce al paziente un sistema probatorio più favorevole quando agisce contro la struttura.


2. Le riforme Balduzzi (2012) e Gelli-Bianco (2017)

Legge Balduzzi (2012)

Ha introdotto due concetti fondamentali nella giurisprudenza sanitaria:

  • il Medico non è punibile per responsabilità penale in caso di Colpa Lieve se il medico ha seguito le linee guida attinenti il caso specifico,
  • La Responsabilità Civile extracontrattuale del medico ha una prescrizione a 5 anni

Legge Gelli-Bianco (2017)

Ha confermato e rafforzato tali principi:

  • responsabilità del sanitario → extracontrattuale (solo colpa grave)
  • responsabilità della struttura → contrattuale
  • Obiettivo: ridurre contenziosi e medicina difensiva

Risultato?
Obiettivo mancato.
La medicina difensiva non è diminuita e le cause contro i medici non sono diminuite.
In più, la chiamata in causa diretta del singolo ha alimentato conflittualità e denunce,
Sono invece aumentate – su occulta indicazione ministeriale – le denunce alla Corte dei conti per danno erariale.
Questo succede ogniqualvolta una Azienda Sanitaria proceda al pagamento di un risarcimento per Responsabilità Contrattuale; denuncia l’esborso alla Corte dei conti, chiedendo se il danno che ha generato il pagamento sia dovuto ad errori della Struttura o a errore del medico. Purtroppo ultimamente la Corte ha sentenziato sempre di più a danno delle compagnie assicurative che tutelano i Medici per Colpa Grave.


3. Il nuovo emendamento Biancofiore: un ritorno al passato che peggiora tutto

Il testo presentato nella manovra finanziaria recita:

“Il professionista sanitario risponde in via principale del proprio operato a titolo di responsabilità contrattuale.”

Significa:

  • Il paziente potrebbe in prima istanza agire direttamente  contro il medico, non contro la struttura.
  • La struttura sanitaria sarebbe responsabile solo in via sussidiaria.
  • Il datore di lavoro avrebbe diritto di rivalsa sul medico.
  • I premi assicurativi dei medici sicuramente diventerebbero più onerosi.

E ancora:

  • Le assicurazioni private avrebbero l’opportunità per significativi aumenti dei premi richiesti ai medici.
  • Le aziende sanitarie ridurrebbero drasticamente i propri costi assicurativi, spostando il peso sui professionisti.
  • Il sistema pubblico diventerebbe ancora meno attrattivo, innescando ulteriore fuga verso il privato o all’estero.

Si tratterebbe del più grave arretramento della tutela legale del medico dipendente dal secolo scorso ad oggi.


4. Una proposta inserita “a sorpresa”: perché?

L’inserimento di una norma così pesante in una legge finanziaria, senza dibattito né confronto, è apparso da subito anomalo.

Eppure, la reazione immediata di ANAAO e CIMO – con comunicati, apparizioni televisive e un’attività mediatica inusitamente intensa – pone delle domande.

Noi del CoAS osserviamo che:

  • queste sigle sindacali non sono riuscite a ottenere risultati nel CCNL appena firmato;
  • sono state umiliate dal provvedimento governativo che ha concesso extracontrattualmente la specificità medica;
  • hanno dunque interesse a riportare l’attenzione su di sé, dopo settimane di critiche da parte della categoria.

Da qui il sospetto – legittimo – che questo emendamento sia stato “concordato” in modo da:

  • creare un caso mediatico,
  • far tornare visibili quei sindacati maggioritari la cui luce e presenza mediatica si era comprensibilmente appannata,
  • generare una “bolla comunicativa” utile a riposizionarsi.

In altre parole, un tema enorme utilizzato come distrazione di massa, come accade spesso nei social e in certi gruppi che vivono solo di click e indignazione.


5. La posizione del CoAS Medici Dirigenti

Noi del CoAS diciamo con chiarezza:

  • La responsabilità medica, stabilizzata finalmente da leggi datate, risultanti da discussioni e valutazioni tecniche di ranghi di Specialisti,  non si tocca con un emendamento inserito nella finanziaria.
  • Nessuna modifica può avvenire senza un vero confronto parlamentare e tecnico.
  • I medici non possono diventare il parafulmine economico delle aziende sanitarie.
  • Non accetteremo passi indietro rispetto alle tutele conquistate.

Questo emendamento va ritirato immediatamente.

E riteniamo corretto il posizionamento del Ministro della Salute.
Allegato: Nota Stampa del Ministero della Salute

E chiediamo alle istituzioni:

  • trasparenza,
  • dialogo,
  • rispetto per una categoria già stremata e umiliata,
  • un ripensamento complessivo delle responsabilità che non scarichi tutto sul singolo professionista.

Conclusione

La Sanità italiana è davvero sotto attacco.
Non è solo una frase: è la realtà.

Dopo un contratto povero, un aumento extracontrattuale che umilia la contrattazione collettiva e anni di abbandono normativo, oggi arriva un tentativo di trasferire la responsabilità totalmente sui singoli medici.

Noi del CoAS saremo vigili, pronti a intervenire in ogni sede e determinati a difendere la categoria da un provvedimento ingiusto, pericoloso e profondamente dannoso per l’intero SSN.

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