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La Sanità come la nave di Teseo: tra conferme della propria identità e le spinte all’evoluzione e cambiamenti.

Ogni volta che i filosofi dell’antica Atene sostituivano una trave della nave di Teseo, si ponevano una domanda solo apparentemente oziosa:
“È ancora la stessa nave?”

Il mito racconta che la nave dell’eroe ateniese fu conservata per secoli come reliquia civica. Nella ricorrenza annuale dell’impresa, la sagra cittadina prescriveva che ogni anno fosse messa in mare e raggiungesse un’isola lì vicina. Quindi, il mito pretendeva che la nave fosse in grado di galleggiare.
Per questo motivo, con il passare degli anni, ogni asse deteriorata veniva sostituita con una nuova. Alla fine, tutte le parti originali furono cambiate. Ma la nave rimaneva lì, sempre chiamata “la nave di Teseo”.
Questo paradosso portava i filosofi del periodo (V secolo a.C.) a chiedersi: un oggetto è ancora lo stesso, se nulla del suo materiale originario rimane? Oppure l’identità risiede nella forma, nella funzione, nel nome che continuiamo ad attribuirgli?

Oggi, la stessa domanda risuona nei corridoi degli ospedali italiani.
Ogni riforma, ogni decreto, ogni innovazione clinica è un nuovo pezzo incastrato nel corpo della sanità pubblica. La bandiera issata sulla prua però è ancora la stessa: tutela della salute come diritto individuale e interesse collettivo, come sancito dall’art. 32 della Costituzione.

Tavole sostituite,
principi stabili

L’Articolo 32 della Costituzione ha trovato una piena applicazione solo con il 1978, anno di varo del Sistema Sanitario Nazionale (SSN) con la Legge 833; il sistema da allora ha cambiato forma più volte.
• Decreti di riordino (Dlgs 502/1992 e 229/1999)
• Piani di rientro e spending review,
. Legge Europea 66/2003
• Norme sulla trasparenza, DM 77/2022 e ora PNRR con la sanità territoriale 4.0

Come nella nave di Teseo, ogni pezzo cambiato serviva a mantenerla funzionante, non a farne un’altra. Ma oggi, con il blocco delle assunzioni, la carenza di personale, difficoltà economiche e il progressivo ampliamento del ricorso (di necessità) alla Medicina Privata ed al ricorso alle Assicurazioni Sanitarie, il rischio è che non sia solo una parte a cambiare, ma l’identità stessa del Sistema, cioè il suo principio universalistico e di Sistema al Servizio del cittadino.
Questa trasformazione è già stata legiferata con la istituzione delle Aziende Sanitarie nel 1992 (Legge 502); queste Aziende venivano istituite con l’intento di procedere a dei risparmi sensibili, commisurando i servizi resi ad un loro valore economico stabilito a priori.


Dalla TAC al machine learning: diagnosi e cura si digitalizzano

Negli anni ‘80 la TAC era un privilegio, negli anni ‘90 è arrivata la PET, nel 2000 la chirurgia robotica, nel 2010 la genomica, nel 2020 la telemedicina.
Ora, l’Intelligenza Artificiale porta una trasformazione più profonda: “Non è solo una nuova tavola: è vento in poppa o rischio di deriva, a seconda di come la si governa“.

Alcuni esempi concreti:

  • Radiologia aumentata: reti neurali che leggono una TAC in 4 secondi, identificano microlesioni invisibili e alleggeriscono le liste d’attesa.
  • Triage predittivo: algoritmi che analizzano milioni di dati per suggerire, in tempo reale, diagnosi probabili e priorità d’intervento.
  • Farmaci su misura: l’intelligenza artificiale modella nuove molecole in mesi invece che in anni.
  • Burocrazia automatizzata: chatbot che compilano referti e restituiscono ai medici tempo per la relazione umana.

Ombre sulla coperta: i rischi

Ogni trasformazione porta con sé anche fragilità.

  • Bias algoritmico: dati incompleti o squilibrati possono generare diagnosi sbagliate o discriminazioni.
  • Responsabilità legale: se un modello sbaglia, chi risponde? Il medico, il software, l’azienda?
  • Privacy: il patrimonio dati del SSN è insieme la sua più grande risorsa e la sua più delicata vulnerabilità.

Identità 5.0: la rotta possibile

Se vogliamo che il SSN resti “la nostra nave”, servono tre condizioni fondamentali:

  1. Regole chiare: l’IA non è un gadget, è un dispositivo medico. Va normata, valutata, certificata.
  2. Infrastruttura interoperabile: i dati devono fluire dal territorio al centro di calcolo e tornare al letto del paziente.
  3. Umanesimo digitale: il tempo risparmiato grazie all’automazione va restituito alla relazione clinica, non sepolto sotto nuovi clic.

📣 Conclusione – Due navi, una scelta!

Nella leggenda, alcuni raccontano che i pezzi originari della nave di Teseo furono ricomposti a parte, generando due navi gemelle.
Anche oggi ci troviamo a un bivio:

  • Da un lato, un SSN disarticolato in 21 Sistemi regionali (Autonomia differenziata), che sostituisce “pezzi” in modo diseguale e soprattutto con metodi differenti da regione a regione, determinando un po’ di caos.
  • Dall’altro, una sanità che evolve con coerenza, che integra tecnologia, ma senza smarrire la bussola etica, giuridica e umana.

Se saremo in grado di scegliere questa seconda via, potremo dire con certezza che il SSN è ancora “la nostra nave”; purché l’amplificazione al ricorso alla Intelligenza Artificiale, sia tenuto sotto controllo dall’uomo in modo che l’S.S.N. batta sempre la stessa bandiera: quella della cura pubblica, gratuita, per tutti.


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